BRANDS E BRANDING


L’Italia è un paese di piccole aziende. Branding è una parola troppo grande nel nostro contesto. Branding evoca nomi come Coca Cola o De Beers o Fed Ex. E così associamo il branding al marchio. Il marchio che evoca… qualcosa.

Quanto ci vuole a costruire un brand?

Il rischio del branding è quello di pensare ai loghi, colori, immagini da usare… dimenticandosi dell’essenza.

L’essenza è la relazione.

Ogni singola volta che una persona entra in contatto con la tua azienda si instaura una relazione. Una relazione è una esperienza. Una esperienza è qualcosa che le persone ricordano e associano alla tua azienda, al tuo marchio, al tuo brand.

E’ il modo in cui mi tratti che determina la percezione che ho della tua azienda e del tuo band.

Giorni fa ho chiamato la Trony (non ci sono paragoni…). Volevo sapere se avevano un modello di TV. Dopo alcuni tentativi, mi risponde una ragazza. Mi dice che mi deve passare “il reparto”. Ring… ring… ring… il reparto non funziona. Metto giù e riprovo.

La ragazza di prima… le spiego… le chiedo “potrebbe informarsi lei e farmi sapere…?” Dentro di me spero che si offra di richiamarmi. Niente, insiste che deve passarmi il reparto… Insomma, la devo tentare la ruota della fortuna. Ring ring ring… ho comprato il TV altrove.

Do you care?

La ragazza era, in quel momento l’azienda: Trony. Non m’importa nulla se a dovermi dare la risposta doveva essere il reparto TV. Ho chiamato il numero che c’era sul sito e ho chiesto di un prodotto che vendono. A che altro deve servire il numero?

La verità è che quella ragazza”didn‘t care”. Hanno perso una vendita, hanno guadagnato un post negativo sul mio blog, la mia percezione negativa, la mia esperienza negativa… Hanno distrutto un pezzettino di brand.

Puoi obiettare che è la norma. O quasi.

Forse hai ragione. Ma allora, che opportunità c’è là fuori?

Costruisci relazioni, costruisciti una buona reputazione. E’ Il miglior investimento in branding che puo fare.

If only you care…

2 thoughts on “BRANDS E BRANDING

  1. La grande distribuzione -fatte alcune eccezzioni- "don't care".Sempre più difficile è trovare commessi/e preparati su ciò che vendono: praticamente sono diventati dei "lettori" di prezzo e disponibilità a magazzino.che peccato..

  2. Pima di tutto complimenti per il blog! leggendo questo post ho rivisto in qualche modo una situazione che si verifica non raramente: l'autista di un autobus cittadino non apre la porta posteriore e riparte lasciando giù qualcuno (che gli tira delle gran bestemmie ahah). Ecco una volta è successo a me..non dandomi per vinto ho corso fino alla fermata successiva (essendoci un semaforo rosso di mezzo). Una volta salito ho fatto notare al conducente che in quel momento lui rappresentava un'azienda e io un cliente, e il cliente era molto deluso dall'azienda! purtroppo lui didn't care ahah

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