FOCALIZZATI COME UN RAGGIO LASER

29 November 2008 Leave a comment

Hai presente la sensazione di avere sempre 1000 cose da fare davanti a te? Arrivi a casa e non ti senti in pace perché pensi di non aver concluso abbastanza.

Nel tentativo di spremere al massimo ogni giornata di lavoro (e non), ho letto “Focus like a laser beam“.

Ecco il riassunto del meglio del libro (e dalla mia esperienza):

1. Priorità (your One Big Thing) e Huddles

Tutti facciamo delle “to-do lists”. Assegniamo le priorità e poi cerchiamo di starci dietro. Niente di male, ma per fare il salto di qualità devi aggiungere l’ingrediente segreto. Occhio, può risultare amaro, ma il risultato ti ripagherà.

Ogni mattina, prima di cominciare a lavorare, devi decidere gli obiettivi della giornata e metterli per iscritto. Sì, devi costringerti a guardare la tua “to-do list”, pensare e tirar fuori la/e priorità della giornata, la tua “One big Thing”; la grande cosa che vorresti potare a casa.

Inoltre, invece di fare delle “riunioni di allineamento” con i colleghi, prova con i “huddles”: vi trovate in piedi in una stanza per 10 minuti al massimo. Ciascuno dice quali sono le proprie priorità per la giornata. E’ possibile fare domande per capire meglio se e come le priorità di ciascuno sono in linea con le priorità del reparto o dell’azienda. Occhio, 10 minuti al massimo, tutti in piedi, poi tutti al lavoro.

Il vantaggio del huddle è che costringe tutti a preparare la lista delle priorità della giornata.

2. Interrompere l’interruzione (Chunking), Stop al multitasking e la potenza del “No”.

Hai deciso quali sono le tue priorità. Ora devi solo metterti al lavoro. Semplice no? No.

Ti siedi alla tua scrivania e cominciano le telefonate, le email, il blackberry, le riunioni, colleghi che ti invitano a un caffè, quelli che passano a salutare, le emergenze, il capo, la posta, il contratto, fornitori… un continuo di interruzioni!

Ricordi all’università che cazziavi la sorella o la mamma perché ti interrompeva mentre eri concentrato a studiare (quelle poche volte che lo eri veramente)? Loro “ma è solo un attimo… vai a comprare il pane” o “..passo l’aspirapolvere e vado via..”

E’ la stessa cosa… bisogna interrompere le interruzioni!

Personalmente mi prendo 3 ore al giorno per immergermi nelle mie “one big thing”. Fisso delle “riunioni con me stesso”, occupando il calendario su Outlook, ogni giorno dalle 9 alle 12. Chiedo ai colleghi di non interrompermi. Spengo il cellulare, chiudo la posta elettronica, inserisco la segreteria telefonica. Se necessario metto su le cuffie (non è necessario ascoltare davvero la musica).

Il libro suggerisce di mettere un cartello sulla scrivania… del tipo “Non Disturbare, riapriamo alle 2″. Questi spazi di 2, 3 o 4 ore è quello che nel libro viene chiamato “chunking”. Io tendo a farlo la mattina e lascio al pomeriggio le cose meno impegnative, dal rispondere alle email, alla gestione delle cose meno importanti.

Il multitasking è un mito da sfatare. Non c’è nulla di più improduttivo che lavorare a più progetti contemporaneamente. E’ scientificamente provato che si tratta di una pratica improduttiva. Riprendere “il filo del discorso” è sempre molto costoso in termini di tempo. Finite un task e solo dopo passate a un altro.

“No”. Va usato molto più frequentemente. In azienda si tende a dire si troppo spesso… si viene convocati in riunioni o coinvolti in progetto dove il nostro contributo non è veramente necessario. Valuta e prova a evitare riunioni inutili. L’idea è quella di usare il tuo tempo nel migliore interesse per l’azienda… e questo non significa partecipare a qualunque progetto o riunione.

Provaci per una settimana a crearti i tuoi “chunks”, a evitare il multitasking e a dire qualche “No” in più. Potresti spaventarti di quanto riuscirai a completare!

3. Delega

Ora che sai come sfruttare al massimo il tempo, non è necessario fare tutto da soli! :)

Tutti facciamo cose che pensiamo siano più o meno importanti. Si tratta di delegare tutto quello che non è strettamente necessario che tu faccia di persona. Si tratta anche di dare ad altri il potere di prendere decisioni, se queste decisioni non causeranno danni irreversibili. Più deleghi, più tempo avrai per le cose importanti.. e subirai meno interruzioni!

4. Disciplina

Il mio consiglio è di sperimentare queste tecniche, anche solo alcuni giorni a settimana. Ci vuole disciplina, soprattutto per riuscire a staccarsi dal mondo… email, telefoni e cellulari. Ma tieni duro e goditi i risultati.

Pronti a cambiare il mondo? :)

Qui trovate il pdf di questo post.

Categories: Produttività

CREATIVITÀ, IDEE, INNOVAZIONE E CRESCITA

19 November 2008 Leave a comment

Mi sono imbattuto in questa citazione di Mihaly Csikszentmihalyi: “creativity does not happen inside people’s heads, but in the interaction between a person’s thoughts and the socio-cultural context. It is a systemic rather than an individual phenomenon” e ho collegato un po’ di pensieri sulla creatività, le idee, l’innovazione, la crescita (economica, professionale o di un’azienda).

Perché si vive ammucchiati nelle città?

Perché nelle (grandi) città trovi la diversità. La diversità è la condizione necessaria, il terreno migliore per far crescere ed evolvere le idee. Le idee sono alla base della innovazione. L’innovazione è alla base della crescita personale, professionale e economica di paesi e aziende. Le grandi città sono il contesto socio-culturale a cui si riferisce Csikszentmihalyi.

Che si tratti di un’azienda o una persona, la crescita dipende dalla capacità di generare idee (apprendere, applicare, ricominciare). Dalla capacità di innovare.

Idee -> Innovazione -> Crescita

La velocità di crescita dipende dalla velocità di innovazione che a sua volta dipende dal “terreno”, il contesto socio-culturale: la città dove vivi, le persone che incontri, quelle con cui condividi le tue idee. Tanto più fertile il terreno, tanto più velocemente circolano le idee. Tanto più “severo” il terreno, tanto più forti saranno le idee che sopravvivono. Le idee che sopravvivo ai “…si, però…” diventano più forti. Le città e i suoi standard sono un terreno fertile e severo.

Sono solo le grandi città l’unico contesto socio culturale possibile?

Non sono l’unico. Per esempio, I distretti industriali sono “terreno” fertile per le idee e l’innovazione. Già dimostrato in passato.

Può Internet essere un “terreno socio culturale” importante quanto una città?

In gran parte si. Oggi posso assistere a seminari delle menti più brillanti del mondo, accedere ai materiali delle migliori università del mondo…. E’ un terreno incredibile per la diffusione delle idee. Non credo che Internet si sostituirà del tutto alle interazioni personali quando si passa alla “contaminazione” delle idee. Qui le città e le persone diverse che ci vivono continueranno a vincere. Almeno per un po’ di anni. Finché il significato della “interazione personale” non cambierà.

Categories: Innovazione

GURUS E LA CRISI FINANZIARIA.

12 October 2008 2 comments

Sapere a chi chiedere. E’ il bello dell’avere dei propri “guru” disseminati per la strada della propria crescita intellettuale.

E’ il caso di Paul Krugman. Mi ispirai a lui ai tempi della mia tesi. Economista internazionale, aveva (in parte) previsto la bolla immobiliare e la crisi. Dico in parte, perché le proporzioni…

Qualche giorno fa Krugman ha detto che il problema non è la scarsa liquidità, ma la solidità delle banche. Dunque, il piano americano, volto a comprare titoli sui mercati (=liquidità) non avrebbe funzionato. Bisognava comprare azioni delle banche (=ricapitalizzarle) per evitarne il fallimento (=collasso del sistema).

Ora tutti si stanno muovendo verso la ricapitalizzazione, come già fatto da Gordon Brown in Inghilterra. I governi si ritroveranno in parte proprietari di molte banche. Passata la tempesta, gli stati potrebbero anche guadagnarci.

Problema: nessuno sa di quanta ricapitalizzazione potremmo avere bisogno. Abbiamo scoperto lo sciroppo che funziona ma non sappiamo di quanto ne avremo bisogno.

p.s. In Italia le farmacie sono chiuse (dove li prende il governo i soldi?).

Aggiornamento: stamattina Krugman ha ricevuto il Nobel! faccio il Berlusca: “Krugman lo l’ho scoperto Io!!” :)

Categories: Uncategorized

CHECK UP DI UN SITO DI ALBERGHI.

8 September 2008 Leave a comment

Il mio amico Giorgio, albergatore, mi chiede qualche consiglio sul suo nuovo sito www.piccolihoteldelmare.it


Giorgio è proprietario dell’Hotel Rudy a Cervia. Insieme ad alcuni colleghi decidono di creare un consorzio di piccoli hotel. E arriva anche il sito.

In basso trovate un pdf con i miei suggerimenti su come il sito potrebbe funzionare meglio (secondo il mio parere) usando alcuni accorgimenti di web marketing e usabilità.

Qualche pensiero…

l’agenzia ha fatto un lavoro più che onesto.

La mia idea è che oggi come oggi i siti siano spesso comprati avendo in mente un prodotto finito. Come se fosse una sveglia o una pentola. E viene spesso venduto alla stessa maniera.

Al contrario, un sito somiglia molto di più a un organismo vivente… ha bisogno di cure continue.
Non è qualcosa che impacchetti, vendi e “arrivederci e grazie”.

Per un Hotel è uno strumento di marketing.

Vanno definiti gli obiettivi e anche come monitorarli. Periodicamente bisogna fare dei check-up.

Se una pianta deve crescere di 3 cm al mese e deve fare 10 frutti all’anno… allora bisogna tenerla d’occhio… e se le cose non funzionano.. intervenire! Più acqua, sole, minerali per il terreno.. si controlla, si cura, e si controlla di nuovo.

Le agenzie dovrebbero vendere piante, non pentole. (non è una critica alla agenzia di cui si è servito Giorgio, ma una considerazione sul mercato).

Andrebbe venduto un servizio, non un prodotto-oggetto.

Comprare un sito come se fosse un oggetto e in base al prezzo può costare caro. Molto caro.

Se con i consigli che ho dato a Giorgio il suo sito dovesse raddoppiare il tasso di conversione…? A parità di visite Giorgio potrebbe avere così il doppio dei contatti… giorno dopo giorno, anno dopo anno!

Il mio consiglio

Se come Giorgio vi trovate ad acquistare servizi di web marketing, stabilite i vostri obiettivi di business e chiedete alle agenzie come vi aiuteranno a raggiungerli, concretamente.

Qui i miei suggerimenti a Giorgio (file pdf).

Domande aperte

Quante aziende di grandi dimensioni cadono oggi nello stesso tranello? Quante trattano il proprio sito come se fosse una pentola anziché organismo vivente? Quante stabiliscono obiettivi? Quante li monitorano?

Categories: Usabilità, Web Marketing

MANI ASCIUTTE E INNOVAZIONE.

29 July 2008 2 comments

Avete presente un asciugamani elettrico da bagno pubblico? Probabilmente avete in mente qualcosa del genere:

Qualche settimana fa, arrivato a Londra per lavoro, vado in bagno in attesa delle valigie. Tutto bene finché comincio a guardarmi in giro,con le mani bagnate, in cerca dell’ asciugamani… un tale capisce e mi fa un segno… ecco cosa vedo…

Un po’ intimidente… ma appena ci metto le mani dentro un getto d’aria calda mi asciuga le mani in un attimo e… bang!! wow! Questa è un’idea! Come mai nessuno ci aveva pensato prima!?!

Una reazione di questo tipo è la garanzia che quello che si ha di fronte è una vera innovazione.

La soluzione di domani a un problema di oggi.

Perché questa reazione? L’oggetto è fatto in modo che l’aria calda non viene inutilmente dispersa nell’ambiente… ma circola! bang! c’è bisogno di dire altro? No.

Ho indagato un pochino… ed ecco una sorpresa non sorpresa… a inventare questo oggetto è stata la Dyson, azienda nata cresciuta e pasciuta a suon di innovazioni. Se siete passati recentemente da Media World ecc. avrete notato che ora tutti si sono messi a fare gli aspirapolveri che somigliano ai Dyson:

Figo essere inovatori eh? Tutti che cercano di imitarti!

Il nuovo ascuigamani Dyson ti asciuga le mani in metà del tempo, a metà dell’energia(costo) ed è sempre sterilizzato. Bang! venti anni che vedevo in giro asciugamani elettrici tutti uguali, anche nella loro inefficacia… e bang! Ecco l’innovazione. Come hanno fatto? Partendo da una domanda molto semplice: “come possiamo farlo meglio?”

Infatti la strapline di Dyson è “Making everyday products work better“. Quasi noiosa. Ma è una sfida che sicuramente in Dyson vivono, sentono e prendono sul serio.

Categories: Innovazione

Il Web e l’uso del video tra presente e futuro

18 May 2008 Leave a comment

Al recente Workshop dell’Osservatorio Business TV dal titolo: “L’impresa si videoracconta”, ho avuto il privilegio di parlare ad una platea di persone interessate alle Web TV.

Ho portato l’esperienza che stiamo facendo nell’azienda per la quale lavoro e il punto di vista di chi, come me, si occupa di marketing interattivo.

Ho cercato di mettere insieme qualche concetto utile per chi era in platea. Ecco il nocciolo del mio intervento:

Introduzione

Ho spiegato che portavo il punto di vista di un web marketer rispetto all’argomento. C’erano, infatti, molti interventi da parte di chi proveniva dalla televisione.

Il contesto: il Web 2.0

Viviamo nell’era del Web 2.0 ed è in questa era che il video si inserisce e ne è protagonista. Cos’è il Web 2.0? I miei 2 cents sono:

- il web come piattaforma (dalla definizione di O’Reilly)

Si, il web come universo senza steccati (visione) dove le applicazioni e le persone saranno sempre più in grado di interagire con semplicità. E’ una visione che porta a business models completamente nuovi (open business models) basati sulla collaborazione e l’intelligenza collettiva.

- il web come mondo di partecipazione e interazione

la naturale riproposizione di modelli comunicativi convenzionali (uno a molti) si è rivelata senza senso su Internet. La rete è strumento di partecipazione attiva. Avete presente i blog? Avete presente le recensioni di altri utenti sulle quali basiamo le decisioni di acquisto di un prodotto o un albergo o se andare a vedere un film o se scegliere un ristorante?

- un mondo di Youniverses

al centro di Internet ci sono le persone. Persone vere che si esprimono e dando voce al proprio micro-universo. Al proprio universo. E’ la rivoluzione più profonda dal punto di vista del marketing dall’introduzione della televisione in poi.

La Sfida (Challenge)

Come si fa a comunicare con potenzialmente milioni di nicchie diverse? E il modo di comunicare deve essere diverso? Questa è la sfida del nuovo marketing (new marketing) e il privilegio. Sì, perché si tratta di una opportunità unica, la realizzazione delle conversazioni di cui si parla dai tempi del Clutrain Manifesto. Oggi si ha la possibilità di parlare e conversare con chi VUOLE parlare con noi. E’ questa l’El Dorado del nuovo marketing.

Nota: durante l’intervento, Paolo Landi (Benetton), ha ironizzato sulla Fiat e Manuela Crippa (product marketing manager di Bravo) per via del blog “Quelli che Bravo“. Landi diceva “chi ha tempo di andare a leggere un blog del genere se non un ragazzino?”. A parte che avrebbe dovuto portare dati a supporto di questa affermazione (nessuna ricerca è stata citata), Landi sottovaluta l’importanza di parlare con un gruppo di persone che, anche se relativamente piccolo, è comunque una nicchia di appassionati del prodotto e dell’azienda. Ed è superfluo spiegare il valore della cosa per Fiat.

Qual è il ruolo del Video in tutto questo?

E’ un ruolo di primissimo piano. YouTube è l’essenza del nuovo web. You Tube ha reso il video finalmente fruibile. Un’innovazione tanto semplice quanto rivoluzionaria: niente più software per vedere i video (Windos Media player, RealPlayer, QuickTime, ecc.)… bastava usare il formato flash!

Contemporaneamente il costo di produzione e editing e distribuzioni di un video sono crollati. Anche io ho fatto un corto con 200 euro!

Il video è diventato un nuovo standard comunicativo. Dai siti in puro testo (fine ’90), a quelli testo immagini (fino a ieri) a quelli dove il video diventa preponderante (domani).

Il video sta cambiando il search. Da qui il cd. “Universal Search” che sta a significare come la ricerca si sia allargata a contenuti di qualunque tipo. Se cercate adesso su Google “Fiat 500” troverete tra i risultati il video.

Continuerà ad affermarsi il video? Senza dubbio.

Technogym e il video

Ho quindi raccontato l’uso del video che stiamo facendo in Technogym. Attraverso una WebTV dedicata, vero contenitore di tutto il video che produciamo. Contenitore dal quale attingiamo per popolare il sito istituzionale ( e dei nostri partner) con video contestuali che raccontano l’azienda, la sua filosofia, i prodotti e le sue persone.

Conclusioni

Ho chiuso ribadendo qualche concetto.

- Il web 2.0, il web di oggi riguarda le persone, noi tutti con le nostre unicità.
- In questo contesto il video diventa il nuovo modo (standard) di comunicazione. O cominci a comunicare attraverso i video o resti indietro.
- Il video è pervasivo: lo troveremo sempre ovunque (tv, pc, mobile devices), sempre di più e sempre più quando lo vogliamo (vodcasts)
- Il video è efficace (un’ immagine dice più di mille parole… no?)
- Il video è domani… il video è adesso, quindi.

E tu, che uso ne stai facendo del video?

Se sei arrivata fin qui, puoi scorrere la mia presentazione:

Categories: New Marketing, video, web 2.0, webtv

Sull’innovazione

29 March 2008 1 comment

L’innovazione è affascinante.

Personalmente adoro sentire la scintilla che scocca e l’idea nuova che si manifesta, più o meno chiaramente nella mente.

Siamo andati sulla luna e tornati prima di mettere le ruote sotto le valigie. Il trolley di massa si è diffuso solo dopo il primo viaggio spaziale!

Le rotonde si sono diffuse dopo 40 anni di ingorghi.

Da non molto le ruote sono comparse anche sotto i cesti del supermercato.

Parliamo della ruota, non certo un’idea rivoluzionaria di questi tempi.

Idee innovative incrociate di recente.

1. La Moleskine “localizzata”, con info utili e mappe sulla propria città, la stessa dove le persone passano la maggior parte del proprio tempo.

2. Il dispenser di sapone integrato nel lavello della cucina. Si ricarica dall’alto, chiaro.


3. La ricarica telefonica alla cassa del supermercato, da prendere insieme alle caramelle.

Cosa hanno in comune queste tre innovazioni? Che sembrano… ovvie!

Ti chiedi “perché non ci hanno pensato prima?”. Non era ovvio quanto fosse scomodo prendere il flacone di detersivo con le mani insaponate mentre si lavano i piatti?

Prendere una ricarica “al volo” e pagarla insieme alla spesa fa risparmiare tempo (niente più ricerca disperata del bancomat o dell’edicola/tabaccaio, ecc.). Non era ovvio?

Perché non ci hanno pensato prima?

Credo che la risposta sia nel processo che porta all’innovazione. Dalla mia esperienza personale direi che l’innovazione accade più facilmente…

  • se hai esperienze pregresse nel campo (marketing, produzione di cucine, ecc.)
  • se hai un atteggiamento aperto e riesci a collegare esperienze in ambiti diversi (ricordate la pubblicità del bambino che giocava con la biglia e il padre che “inventa” il dentifricio con la spirale interna tricolore?)
  • se non hai alcuna esperienza con l’oggetto/processo in questione (il punto di vista di chi non è contaminato dal’esperienza e riesce a vedere l’”ovvio invisibile”)
  • se ti fai le giuste domande, soprattutto: “come potrei farlo funzionare meglio?”
  • se ti sforzi il necessario a rispondere alle domande che ti fai
  • se dedichi il tempo necessario alla progettazione

L’ultimo punto ritengo sia il più importante.

Nei progetti (tutti) si pensa che sia la realizzazione (implementazione) la fase più lunga e complessa.

In realtà la regola dei 3 terzi del tempo si rivela quella giusta quasi sempre: 1/3 alla analisi/progettazione, 1/3 alla realizzazione, 1/3 al testing.

Giorni fa, ho pagato il parcheggio, dopo qualche difficoltà nell’interazione con lo schermo. Quindi mi aspettavo la ricevuta, o le istruzioni per averla. Paghi e ti danno lo scontrino, giusto? mi sbagliavo.

Infatti, solo dopo aver pagato sono riuscito a leggere “il cartello” sotto allo schermo:


Non male eh?

Chi ha progettato e realizzato questa macchina non si è posto troppe domande, non ha dedicato abbastanza tempo alla progettazione e forse meno al testing.

Purtroppo, neanche chi ha comprato la macchina l’ha testata prima di comprarla.

Innovazione in azione: due idee.

1. Treni in arrivo/partenza alla stazione di Bologna.

A Bologna, il monitor (molto piccolo) con i treni che arrivano e partono lo trovi nel corridoio sotterraneo che attraversa i binari, in corrispondenza delle scale.

Così succede che tra chi aspetta di sapere dove arriverà/partirà il treno, quelli che lo sanno già e quelli che sono appena arrivati e cercano l’uscita, il corridoio diventa un imbuto affollato.

Posizionare degli schermi più grandi sui binari? Troppi una trentina di monitor? Oppure, metterli a metà tra una scala e l’altra, per ridurre al minimo gli intralci?

2. Come frugare meno tra le confezioni di pasta?

Ecco una idea semplice che può semplificare la vita. Le confezioni di pasta hanno spesso delle trasparenze per far “vedere” il tipo di pasta all’interno. Ma nel mio caso non era sufficiente:

Da qui l’idea: e se usassimo dei colori per riconoscere i formati? Una fascetta gialla per le linguine, una arancione per gli spaghetti, una rossa per i bucatini? E’ anche questa un’idea riciclata ma efficace. Avete presente le chiavi colorate?

Due consigli.

1. Fatevi domande e dedicate tempo alla progettazione di tutte i progetti (analisi, ideazione, definizione degli obiettivi, strategia e poi condite con mille “perché…?”)
2. Interessante questo post di Scott Berkun sullo stesso argomento.

Per finire, ecco le 50 aziende più innovative al mondo, secondo FastCompany.

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